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Meclemburgo
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Il mwdaMeclemburgo (mwdqin tedesco mwdgMecklenburg; mwdwIPA: [ˈmeːklənbʊrk]) è una regione storica e geografica della mweqGermania nord-orientale. Confina con il mwegMar Baltico a nord, i fiumi mwewRecknitz e mwfaTrebel a est, il mwfqfiume Elba a sud-ovest, la mwfgBassa Sassonia e l'mwfwHolstein (stato mwgaSchleswig-Holstein) a ovest.
Attualmente il Meclemburgo appartiene al mwhwmwiaLand del mwiqMecklenburg-Vorpommern, che in italiano viene solitamente tradotto con Meclemburgo-Pomerania Anteriore. La Pomerania, infatti, dopo la divisione del 1945, rimase divisa fra la DDR e la Polonia.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Preistoria
Le coste meridionali del Mar Baltico sono abitate dall'uomo da circa 12.000 anni. I primi insediamenti umani nel Meclemburgo furono probabilmente quelli delle comunità di mwmgcacciatori-raccoglitori appartenenti alla mwmwCultura di Ahrensburg e di mwnaBromme. Si tratta di culture del tardo mwnqPaleolitico superiore, fra il 11.000 e il 9.500 a.C., in quello che viene chiamato il mwngperiodo interstadiale di Allerød. Siti archeologici indicanti la presenza di queste culture sono stati trovati a Stellmoor, mwoaAhrensburg e Borneck (presso Kreis Stormarn).cite-ref-1[1]
In epoche successive, a seguito di quella che viene chiamata mwqamwqqRivoluzione neolitica, queste comunità vennero rimpiazzate da gruppi più stanziali e dediti alla coltivazione e alla domesticazione di animali, detti della mwqgCultura del bicchiere imbutiforme (detta anche TRB dal tedesco. Una caratteristica di questa cultura era la costruzione di mwqwtombe megalitiche. Si calcola che siano stati costruiti circa 5.000 tombe megalitiche di cui circa un migliaio sono oggi conservate e protette.cite-ref-cornelius1-2-0[2] Sebbene i megaliti siano distribuiti in tutto il Meclemburgo, la loro struttura differisce tra le regioni. La maggior parte dei megaliti sono quelli costituiti da un semplice mwsadolmen, spesso situato all'interno di una cornice circolare o trapezoidale di singole pietre poste in forma eretta. Sebbene i siti megalitici si trovino in quasi tutte le aree del Maclemburgo, sono state individuate nove aree ad alta densità: vicino a mwsqGrevesmühlen (Forst Everstorf), vicino a mwsgRerik, lungo il corso medio e alto del mwswfiume Warnow, attorno ai laghi di Krakower See e mwtqPlauer See, lungo il fiume mwtgRecknitz, lungo il torrente Schwinge (affluente del Peene), e nella parte sud-orientale dell'isola di mwuqRügen.cite-ref-cornelius1-2-1[2]
All'inizio del tardo periodo mwvwneolitico la cultura funeraria delle tombe megalitiche fu sostituita dalla pratica sepolcrale singola, che faceva parte della mwwaCultura della ceramica cordata. Questa cultura attraversò un orizzonte temporale e geografico molto ampio coprendo una larga parte dell'Europa settentrionale, centrale e orientale, dal Reno al Volga e occupando un arco temporale che va da circa il 2900 a.C. a circa il 2350 a.C. estendendosi quindi dal tardo neolitico, attraverso l'mwwqetà del rame, fino alla prima mwwgetà del bronzo.cite-ref-3[3]
L'mwyaetà del bronzo iniziò nel Meclemburgo intorno al 1800 a.C., in ritardo rispetto alle regioni dell'Europa centrale, e si protrasse fino a circa il 600 a.C.cite-ref-4[4] Inizialmente i prodotti in bronzo venivano importati dal sud. Un esempio di tali prodotti è una famosa scultura chiamata mwzqKultwagen ritrovata in una tomba presso il villaggio di Peckatel (mwzgPlate) nel mwzwCircondario di Ludwigslust-Parchim.cite-ref-5[5] Solo nella tarda età del bronzo iniziarono a produrre gli oggetti localmente. In questa epoca la società iniziò a stratificarsi. Questa trasformazione è testimoniata per esempio dalla tomba reale di Seddin, un mwbatumulo risalente all'800 a.C., ritrovato nel villaggio di Seddin presso mwbgGroß Pankow nel mwbwcircondario del Prignitz. Le dimensioni della tomba e il tipo di oggetti in essa ritrovati, fra cui una spada in ferro, indicano chiaramente che essa apparteneva a una persona di rango elevato, forse un sovrano.cite-ref-6[6] Un altro sito di notevole importanza dell'eta del bronzo si trova nella valle del fiume Tollense, un affluente del mwdaPeene nella mwdqTerra dei laghi del Meclemburgo. Il sito, che si estende per diverse centinaia di metri lungo entrambi i lati del fiume, contiene i resti di alcune centinaia di uomini (si stima fra 750 e 1.000). Il sito, datato intorno al 1250 a.C. è probabilmente il luogo in cui fu combattuta una grande battaglia protrattasi per più giorni, e in cui si stima siano stati impegnati fra 3.000 e 5.000 combattenti. La posizione del sito e la mancanza di ornamenti o ceramiche rendono infatti improbabile che si tratti di un cimitero.cite-ref-7[7]
Nell'mwewetà del ferro si affermò la mwfaCultura di Jastorf. Questa cultura, considerata una evoluzione della mwfqEtà del bronzo scandinava, si diffuse a partire dalle regioni costiere della mwfgBassa Sassonia settentrionale e dello mwfwSchleswig-Holstein, diffondendosi poi nel Meclemburgo e nella mwgaPomerania occidentale e verso sud nel mwgqBrandeburgo. Un importante sito di questa cultura è il cimitero preistorico di mwggMühlen Eichsen, nell'omonimo comune a nord di mwgwSchwerin. Il cimitero, rinvenuto nel 1994, contiene i resti di circa 200 tombe realizzate a partire dal 600 a.C.cite-ref-8[8]
Età antica
Le prime fonti storiche scritte sui popoli e la geografia della Germania nord-orientale provengono dall'opera mwjgmwjwDe origine et situ Germanorum, un trattato scritto dello storico romano mwkaPublio Cornelio Tacito intorno al 98 d.C. Il libro, conosciuto comunemente con il titolo mwkqGermania, contiene una descrizione delle leggi e dei costumi dei popoli germanici,cite-ref-9[9] a cui seguono quelle delle singole tribù a partire da quelle confinanti con l'Impero romano fino a giungere a quelle ubicate sulle coste del mar Baltico.
Tacito divide i popoli germanici in tre grandi gruppi:cite-ref-10[10]
• mwnqmwngIngaevones, stanziati lungo le coste del Mare del Nord e sulle isole adiacenti;
• mwoamwoqIstaevones, stanziati nel bacino del Reno;
• mwowmwpaHerminones, stanziati nel bacino dell'Elba.
La composizione degli Herminones non è del tutto definita. Secondo mwpgStrabone questo gruppo si identifica con i mwpwSuebi che derivano il loro nome dal mwqaMare Suebicum, che era il nome romano per il Mar Baltico e Tacito scrive che i Suebi non sono un unico popolo, ma sono formati da più tribu distinte. Ne facevano parte i mwqqBuri,cite-ref-tacitogermania43-1-11-0[11] i mwrgCorconti, gli mwrwErmunduri,cite-ref-tacitogermania41-12-0[12] i mwtaLongobardi (?),cite-ref-tacitogermania40-1-13-0[13] i mwuqMarsigni,cite-ref-tacitogermania43-1-11-1[11] i mwvgMarcomanni,cite-ref-tacitogermania42-1-14-0[14] i mwwwNaristi,cite-ref-tacitogermania42-1-14-1[14] i mwyaQuadicite-ref-tacitogermania42-1-14-2[14] e i mwzqSemnoni.cite-ref-tacitogermania39-1-15-0[15] Tacito sembra far appartenere ai Suebi anche le popolazioni dei mw0gReudigni, mw0wAvioni, mw1aAngli, mw1qVarini, mw1gEudosi, mw1wSuardoni e mw2aNuitoni.cite-ref-tacitogermania40-1-13-1[13]cite-ref-tacitogermania41-12-1[12]
Delle suddette popolazioni quelle che risiedevano nell'area del Meclemburgo erano i Longobardi nella parte sud-occidentale, i Semnoni nella parte meridionale e i Varni nella zona nord-orientale. A questi vanno aggiunti i Farodini e i Sidini, che Tolomeo indica trovarsi a est dei Sassoni fra i fiumi mw5aChalusus (probabilmente il mw5qWarnow e il fiume mw5gSuevus (mw5wOder).cite-ref-16[16]
A partire dal IV secolo queste popolazioni, insieme ad altre, abbandonarono i loro territori lungo le coste del Baltico e si spinsero a sud dando luogo successivamente alle cosiddette mw7qInvasioni barbariche che portarono alla mw7gcaduta dell'Impero romano d'Occidente. Le ragioni di questa migrazione possono essere ricercate in due cause principali: la pressione esercitata sui popoli germanici da popolazioni provenienti da est, quali gli mw7wUnni, i mw8aGoti e i mw8qVandali, e fattori climatici. L'area, abbandonata dalle popolazioni germaniche, venne quindi popolata da popoli mw8gslavi provenienti da est.
Medioevo e prima partizione
Sul finire del XII secolo Enrico il Leone, duca dei mwaqqSassoni, conquistò la regione, soggiogandola ai suoi signori, e mwaqucristianizzò la popolazione. Iniziò in quel periodo una massiccia immigrazione tedesca, favorita dalla nobiltà con lo scopo di germanizzare il territorio (mwaqyOstsiedlung). I mwaqcVenedi e le altre popolazioni slave si assimilarono nei secoli con i loro nuovi padroni, ma rimasero a lungo tracce della cultura e della lingua slava, ne è un esempio la città di mwaqgSchwerin, originariamente in lingua slava mwaqkZuarin.
Durante la sua storia il Meclemburgo è stato ripetutamente suddiviso in vari territori chiamati a seconda dei casi, principati, ducati o granducati.
La prima partizione avvenne nel 1234 dopo la morte di mwaqwEnrico Borwin I di Meclemburgo. Enrico Borwin I aveva ereditato il Meclemburgo dal padre mwaq0Pribislavo di Meclemburgo. Nel 1219 Enrico aveva suddiviso il territorio fra i suoi due figli, mwaq4Enrico Borwin II e mwaq8Nicola II, realizzandi una co-reggenza con i figli, che tuttavia morirono prima del padre. Nel 1225 morì Nicola II, seguito l'anno successivo dal fratello. Nicola II morì senza eredi e l'intero territorio del Meclemburgo passò quindi ai quattro figli maschi di Enrico Borwin II. Dopo la morte di Enrico Borwin I (1227), i suoi nipoti governarono insieme il Meclemburgo fino al 1229 (o 1233), poi si spartirono il territorio:
• mwariGiovanni, il primogenito, detto mwarmil Teologo, ebbe il territorio del Meclemburgo originario comprendente il mwarqcastelo di Meclemburgo, e i territori di mwaruDassow, mwaryKlütz, mwarcGrevesmühlen, mwargGadebusch, mwarkPoel, il castello di mwaroIlow, mwarsBrüel, Bukowcite-ref-17[17] e il castello di Kussincite-ref-18[18];
• mwasuNicola ebbe la mwasySignoria di Werle;
• mwasgEnrico, ebbe la mwaskSignoria di Rostock;
• mwassPribislao, il figlio più giovane, ebbe la mwaswSignoria di Parchim-Richenberg.
La Signoria di Parchim-Richenberg ebbe una vita molto breve, in quanto si estinse nel 1255 con la rimozione di Pribislao I. Il suo territorio fu spartito fra i fratelli e il conte di Schwerin Gunzelino III.
La Signoria di Rostock divenne un protettorato danese nel 1300 e fu poi conquistata da mwataEnrico II di Meclemburgo nel 1323 cessando di esistere come entità a sé stante.
La Signoria di Werle si estinse nel 1436 con la morte di mwatiGuglielmo di Werle che non aveva figli maschi e il territorio ritornò alla casa di Meclemburgo (al tempo retta da mwatmEnrico IV di Meclemburgo-Schwerin).
L'8 luglio 1348 a mwatuPraga l'imperatore mwatyCarlo IV fece del Meclemburgo un mwatcducato del mwatgSacro Romano Impero, elevando quindi i figli di mwatkEnrico II di Meclemburgo (morto nel 1329), mwatoAlberto II e mwatsGiovanni I, al rango di duchi.cite-ref-19[19]
Nel 1352 Alberto II e Giovanni I, si accordarono per dividersi l'eredità paterna. Venne quindi crato un nuovo stato, il mwaueDucato di Meclemburgo-Stargard che andò a Giovanni I, mentre il resto del Meclemburgo rimaneva ad Alberto II. Nel 1358 Alberto II acquistò la mwauiContea di Schwerin e il Meclemburgo iniziò a denominarsi come Meclemburgo-Schwerin.
Nel 1471 quando mwauqUlrico II di Meclemburgo-Stargard morì senza lasciare eredi maschi, il Ducato di Meclemburgo-Stargard cessò di esistere e pertanto tutto il territorio del Meclemburgo ritornò sotto il controllo di un unico signore: mwauuEnrico IV di Meclemburgo-Schwerin.
Da allora il territorio è rimasto invariato, e relativamente indipendente, caso quasi unico tra i territori mwaucgermanici, fino al 1621.
1621-1933 (seconda e terza partizione)
Una seconda importante spartizione del territorio avvenne nel 1621, quando questo fu diviso nei due ducati di mwau4Meclemburgo-Schwerin e mwau8Meclemburgo-Güstrow. Con l'estinzione della dinastia Güstrow nel 1701 le terre furono ulteriormente divise: in parte andarono al Duca di mwavaMeclemburgo-Schwerin, e in parte alla nuova dinastia mwaveMeclemburgo-Strelitz.
Nel 1815 i due ducati del Meclemburgo furono innalzati a granducati, e di conseguenza furono resi ancora più indipendenti tra loro, come in molte parti della mwavmGermania soggetti all'mwavqassolutismo feudale. Questo durò fino alla Rivoluzione tedesca del 1918. Dal 1918 al 1933 i ducati furono Stati liberi della mwavuRepubblica di Weimar.
Storia dal 1934
Dopo tre secoli di divisione il Meclemburgo fu riunito nel 1934 dal governo mwavgnazista. Dopo la mwavkseconda guerra mondiale il governo mwavosovietico che occupava la mwavsGermania dell'Est, unì il Meclemburgo alla vicina regione della mwavwPomerania Anteriore, per formare il mwav0mwav4Land del mwav8Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dal 1947 semplicemente mwawaMeclemburgo.
Nel 1952 il governo della mwawiGermania Est divise il mwawmLand nei tre mwawqdistretti (mwawuBezirk) di mwawyRostock, mwawcSchwerin e mwawgNeubrandenburg.
Durante la mwaworiunificazione tedesca nel 1990 lo Stato del Meclemburgo-Pomerania Anteriore tornò a esistere e ora è uno dei sedici mwawsLänder della mwawwGermania.
Popolazione del Meclemburgo
La popolazione del Meclemburgo porta i caratteri dei primi conquistatori della mwaw8Vestfalia, delle terre del mwaxaReno e della mwaxeSassonia da un lato e dei popoli slavi dall'altro. Anche un considerevole numero di mwaxiscandinavi si è stabilito, nei secoli, particolarmente nelle mwaxmcittà anseatiche come mwaxqWismar e mwaxuRostock.
Personalità famose del Meclemburgo sono:
• mwaxkGebhard Leberecht von Blücher, condottiero mwaxoprussiano
• mwaxwJan Ullrich, ciclista
• mwax4Gottlob Frege, studioso di mwax8logica
• Ferdinand Jacob Heinrich von Müller, botanico mwayiaustraliano
• mwayqSiegfried Marcus, pioniere dell'mwayuautomobile
• mwaycHeinrich Schliemann, mwaygarcheologo classico
Note
cite-note-11. ↑ mway8Jan Michał Burdukiewicz, mwazamwazeThe Late Pleistocene Shouldered Point Assemblages in Western Europe, BRILL, 1986, ISBN 9004081003.
cite-note-cornelius1-22. ↑ mwazgCornelius Holtorf,, mwazkmwazoMegaliths in Mecklenburg–Vorpommern, su mwazstspace.library.utoronto.ca, University of Toronto. mwazwURL consultato il 26 marzo 2019 mwaz0(archiviato dall'mwaz4url originale il 19 agosto 2016).
cite-note-33. ↑ mwaaiSandra Beckerman, mwaammwaaqCorded Ware Coastal Communities, Using ceramic analysis to reconstruct third millennium BC societies in the Netherlands, Sidestone Press 2015, pp.mwaau 13-16.
cite-note-44. ↑ mwaakMarija Gimbutas, mwaaomwaasBronze Age cultures in Central and Eastern Europe, Walter de Gruyter, 25 2011, p.mwaaw 29, ISBN 3111668142.
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cite-note-66. ↑ mwabkNina Diezemann, mwabomwabsMonumentales Grab unter Prignitzer Bäumen, su mwabwfu-berlin.de, Freie Universität Berlin.
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cite-note-1010. ↑ mwadkmwadoTacito, Op. citata,mwadw cap. 2.
cite-note-tacitogermania43-1-1111. ↑ mwaeimwaemTacito, Op. citata,mwaeu cap.43, 1.
cite-note-tacitogermania41-1212. ↑ mwaesmwaewTacito, Op. citata,mwae4 cap. 41, 1.
cite-note-tacitogermania40-1-1313. ↑ mwafqmwafuTacito, Op. citata,mwafc cap. 40, 1.
cite-note-tacitogermania42-1-1414. ↑ mwaf8mwagaTacito, Op. citata,mwagi cap. 42, 1.
cite-note-tacitogermania39-1-1515. ↑ mwagymwagcTacito, Op. citata,mwagk cap. 39, 1.
cite-note-1616. ↑ mwag0Tolomeo, mwag4mwag8Geografia, Libro II, Cap. 10. mwahaURL consultato il 28 marzo 2019 mwahe(archiviato dall'mwahiurl originale il 20 ottobre 2017).
cite-note-1717. ↑ antico comune attualmente incorporato in mwahyAlt Sührkow
cite-note-1818. ↑ nell'attuale città di mwahoNeukloster
cite-note-1919. ↑ Wigger, mwah4Op. citata, pag. 170 e 204
Bibliografia
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• mwaiq(DE) Friedrich Wigger, Stammtafeln des Großherzoglichen Hauses von Meklenburg, in Jahrbücher des Vereins für Mecklenburgische Geschichte und Altertumskunde, Band 50 (1885), Duncker & Humblot, Leipzig 1876,, pp. 111-146.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itMeclemburgo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italiana-1961Bruno Nice, MECLEMBURGO, in Enciclopedia Italiana, III Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
• citerefenciclopedia-italiana-1934Arrigo Lorenzi, Walter Holtzmann, MECLEMBURGO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
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